mercoledì

Capitolo 66


Interno 1.


Che nottata, Dio mio! Mi sono svegliato di soprassalto intorno all’una: mia suocera è piombata nella stanza da letto per venirci a dire di correre fuori al pianerottolo, perché era successa una disgrazia. Siccome questo periodo soffre d’insonnia – probabilmente perché le mie scampanellate la fanno sentire in colpa e allora è un po’ agitata – quando si sveglia, legge uno dei suoi libri sul cucito. Ma questa volta non riuscendo a prendere sonno, si era messa a sbirciare dallo spioncino della porta d’ingresso, perché le era parso di sentire dei passi su per scale. Nessuno passeggiava nel nostro condominio, ma qualcuno aveva suonato insistentemente al campanello dei nostri vicini dell’interno 8: era la donna dell’altro giorno. Io ho potuto vedere a malapena cosa era successo: non mi sono avvicinato per timore che qualcuno dei condomini, nella concitazione del momento, mi urtasse inavvertitamente: nel mio stato da convalescente non mi avrebbe fatto per niente bene.

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